Condizioni d’uso dei “casi” del Taccuino

Collana “Il taccuino della Murderparty”

1) I diritti dei singoli “casi” della collana appartengono ai rispettivi autori;

2) L’utilizzo dei “casi” del Taccuino è autorizzato unicamente per intrattenimenti privati non commerciali.

3) Ogni utilizzo differente dal punto 2) deve essere espressamente autorizzato dall’ autore del “caso” acquistato. La richiesta può essere fatta inviando una email al sito della Murderparty.

4) Ogni violazione dei punti 2 e 3 comporteranno automaticamente la cancellazione dell’acquirente dal sito Murderparty e la denuncia presso le sedi SIAE competenti della avvenuta violazione del diritto d’autore.

Condizioni d’uso

Collana “Il taccuino della Murderparty”

1) I diritti dei singoli “casi” della collana appartengono ai rispettivi autori;

2) L’utilizzo dei “casi” del Taccuino è autorizzato unicamente per intrattenimenti privati non commerciali.

3) Ogni utilizzo differente dal punto 2) deve essere espressamente autorizzato dall’ autore del “caso” acquistato. La richiesta può essere fatta inviando una email al sito della Murderparty.

4) Ogni violazione dei punti 2 e 3 comporteranno automaticamente la cancellazione dell’acquirente dal sito Murderparty e la denuncia presso le sedi SIAE competenti della avvenuta violazione del diritto d’autore.

Social network o “Community” della Murderparty

– All’interno del social network, gli iscritti possono pubblicizzare iniziative di ogni genere purché inerenti agli scopi della Murderparty e purché si tratti di eventi strettamente privati.

– E’ fatto invece  tassativo divieto di pubblicizzare all’interno della Comunità Murderparty  eventi  a fine di lucro sia che si organizzino in locali pubblici che privati. Eventuali eccezioni a questa regola devono essere espressamente autorizzate. 

Blog della Murderparty

 

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I blog o i commenti che a giudizio della redazione contravverranno i precedenti punti saranno immediatamente rimossi.

 


Condizioni d’uso

Collana “Il taccuino della Murderparty”

1) I diritti dei singoli “casi” della collana appartengono ai rispettivi autori;

2) L’utilizzo dei “casi” del Taccuino è autorizzato unicamente per intrattenimenti privati non commerciali.

3) Ogni utilizzo differente dal punto 2) deve essere espressamente autorizzato dall’ autore del “caso” acquistato. La richiesta può essere fatta inviando una email al sito della Murderparty.

4) Ogni violazione dei punti 2 e 3 comporteranno automaticamente la cancellazione dell’acquirente dal sito Murderparty e la denuncia presso le sedi SIAE competenti della avvenuta violazione del diritto d’autore.

Social network o “Community” della Murderparty

– All’interno del social network, gli iscritti possono pubblicizzare iniziative di ogni genere purché inerenti agli scopi della Murderparty e purché si tratti di eventi strattamente privati.

– E’ fatto invece  tassativo divieto di pubblicizzare all’interno della Comunità Murderparty  eventi  a fine di lucro sia che si organizzino in locali pubblici che privati. Eventuali eccezioni a questa regola devono essere espressamente autorizzate. 

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– Gli utenti possono liberamente “postare” articoli/commenti sugli argomenti di interesse della Murderparty.

– Contenuti palesemente non appropriati o offensivi a giudizio della redazione saranno immediatamente rimossi. 

 

 

Grande successo a Berlino

Grande successo a Berlino

Il 3 febbraio 2013 presso il Cinema Babylon a Berlino, è andato in scena “Chi ha ucciso Woody?“, un giallo interattivo di Antonello Lotronto rappresentato dalla Compagnia berlinese della Murderparty. (altro…)

Il premio Remo Chiosso

Il premio Remo Chiosso

Remo ChiossoMurderparty ha istituito il Premio Remo Chiosso per ricordare l’autore che è da tutti considerato come il “papà” dei murder party in Italia. Tra i suoi titoli più famosi ricordiamo: “Morte in inverno”, “18 frimaio”, “Su le vele”. E’ anche autore di testi teatrali interattivi di grande successo, quali “L’idolo scomparso” e “Una piroga in fumo”. È stato fin’ora l’unico autore italiano che abbia scritto un saggio sul murder party, dal titolo “Murder party ovvero crimini divertenti”.

Con spirito innovativo, ha compreso che i murder parties con l’ausilio di attori e modalità teatrali sarebbero diventati degli strumenti ideali per l’apprendimento e la formazione aziendale. Ha così realizzato un’attività parallela di traning volto in particolar modo al problem solving e al team building.  Oltre alle numerose presenze in radio e televisione, nell’ambito di programmi anche molto popolari, ha scritto diversi articoli e ha tenuto un Corso all’Università di Salerno (2003) sui murder party.

Ha svolto una instancabile attività divulgativa nelle pricipali Conventions dedicate al gioco e ha partecipato a molti dei Festival del giallo che si svolgono nella nostra penisola, in particolare a quelli di Bassiano e di Brescia. Remo Chiosso ci ha lasciati l’8 febbraio del 2007.

La prima edizione (2010) aveva ben quattro sezioni (murder party, racconti gialli, gialli teatrali e saggi), la seconda (2011) due sezioni: murder party e racconti gialli. Le successive hanno invece premiato unicamente il miglior murder party.

Leggi in questo articolo tutti i vincitori.

A partire dal 2018 il Premio va al miglior gioco di conversazione e bluff.

Il premio Remo Chiosso

Il premio Remo Chiosso

 

Murderparty ha istituito il Premio Remo Chiosso per ricordare l’autore che è da tutti considerato come il “papà” dei murder party in Italia. Tra i suoi titoli più famosi ricordiamo: “Solo più sette ore”, “18 frimaio”, “Su le vele”. E’ anche autore di testi teatrali interattivi di grande successo, quali “L’idolo scomparso” e “Una piroga in fumo”. È stato fin’ora l’unico autore italiano che abbia scritto un saggio sul murder party, dal titolo “Murder party ovvero crimini divertenti”.

Con spirito innovativo, ha compreso che i murder parties con l’ausilio di attori e modalità teatrali sarebbero diventati degli strumenti ideali per l’apprendimento e la formazione aziendale. Ha così realizzato un’attività parallela di traning volto in particolar modo al problem solving e al team building.  Oltre alle numerose presenze in radio e televisione, nell’ambito di programmi anche molto popolari, ha scritto diversi articoli e ha tenuto un Corso all’Università di Salerno (2003) sui murder party.

Ha svolto una instancabile attività divulgativa nelle pricipali Conventions dedicate al gioco e ha partecipato a molti dei Festival del giallo che si svolgono nella nostra penisola, in particolare a quelli di Bassiano e di Brescia. Remo Chiosso ci ha lasciati l’8 febbraio del 2007.

Serata in giallo

Serata in giallo

 

Serata in Giallo di Antonello Lotronto e Mario Corte (Digamma, Roma, 1995), è la prima collana di murder party apparsa in Italia. I giocatori sono invitati ad una “serata in giallo”, nel corso della quale tutti potranno calarsi nel ruolo di uno dei protagonisti della vicenda. Il gioco si svolge in “atti” dal sapore teatrale e, a differenza dei tradizionali murder party inglesi, non prevede un numero rigoroso di partecipanti. Se si è in tanti, è sempre possibile, infatti, aggiungere una “squadra investigativa” formata da un numero imprecisato di partecipanti. (altro…)

Holmes & Co.

Holmes & Co.

 

Holmes & Co. è un gioco di ruolo investigativo ideato da Antonello Lotronto e Mario Corte. Si tratta del primo di gioco di ruolo non fantasy di pura investigazione apparso in Italia. I giocatori vestono i panni di investigatori che non devono necessariamente “menare le mani” per risolvere il “caso”.

La prima edizione, stampata nel 1986 in poche centinaia di copie dalla Universal Editrice, di Roma, contiene solo le regole per il giallo classico, di pura indagine.

É solo nella più lussuosa edizione della E.L. di Trieste 1989 (cartonata e illustrata con disegni di Vittorio Giardino) che viene aggiunta una sezione dedicata al giallo d’azione con regole aggiuntive sulle scazzottate, sugli inseguimenti in auto e sulle sparatorie. Ma la grande novità del gioco resta quella di essere stato il precursore dei giochi di narrazione, dedicato ad un pubblico più maturo e riflessivo.

(altro…)

Le origini

Le origini

Da sempre appassionati di gialli e di giochi, soprattutto quelli di ruolo, abbiamo cercato di coniugare le due passioni per rendere partecipi i nostri amici delle magiche atmosfere dei libri di Conan Doyle o di Agatha Christie. 

Tutto è iniziato con la pubblicazione di Holmes & Co. (1986, Edizioni Universal, Roma  e 1989, Edizioni E. Elle, Trieste). Il primo esempio di gioco di ruolo di pura investigazione apparso in Italia e uno dei primi esempi di giochi narrativi. 

Dopo la pubblicazione, abbiamo cercato di aumentare l’autonomia sia dei personaggi interpretati dai giocatori che di quelli interpretati dal “narratore”. Il risultato è stato la pubblicazione della serie “Serata in giallo” (1995, Digamma, Roma), la prima collana di murder party in Italia. Ma a differenza dei titoli anglosassoni, il prodotto italiano era molto più flessibile poiché introduceva il concetto delle “squadre investigative”, estraneo alla produzione d’oltralpe. 

Dopo le esperienze editoriali, il passo successivo è stato quello di organizzare i primi weekend e cene con delitto, e poi di approdare ai gialli interattivi teatraliQuando abbiamo iniziato non c’era quasi nessuno in Italia che proponeva eventi del genere e, non avendo nessuno da cui copiare, dovevamo partire da un’idea e man mano affinarla alla luce degli errori commessi e degli aspetti migliorabili. E’ stata necessaria l’esperienza che ci siamo fatti nel corso degli anni per arrivare ad una formula soddisfacente. Per questo diffidiamo delle tante compagnie che, sorte dal nulla, organizzano eventi simili. Non è semplice coinvolgere i partecipanti in un bel gioco e appassionarli ad  una buona storia. Se vi siete imbattuti in esperienze noiose, trame inverosimili e enigmi impossibili da risolvere capirete il motivo del nostro insistere su questo punto: Non ci si improvvisa in questo settore. Ci vuole tempo, esperienza, conoscenza della vasta letteratura gialla esistente, della grammatica dei giochi e anche un po’ di  criminologia.

Holmes & Co.

Holmes & Co.

Holmes & Co. è un gioco di ruolo investigativo ideato da Antonello Lotronto e Mario Corte. Si tratta del primo di gioco di ruolo non fantasy di pura investigazione apparso in Italia. I giocatori vestono i panni di investigatori che non devono necessariamente “menare le mani” per risolvere il “caso”.

La prima edizione, stampata nel 1986 in poche centinaia di copie dalla Universal Editrice, di Roma, contiene solo le regole per il giallo classico, di pura indagine.

É solo nella più lussuosa edizione della E.L. di Trieste 1989 (cartonata e illustrata con disegni di Vittorio Giardino) che viene aggiunta una sezione dedicata al giallo d’azione con regole aggiuntive sulle scazzottate, sugli inseguimenti in auto e sulle sparatorie. Ma la grande novità del gioco resta quella di essere stato il precursore dei giochi di narrazione, dedicato ad un pubblico più maturo e riflessivo.


I giocatori interpretano il ruolo di investigatori di una medesima agenzia investigativa. Per la generazione del personaggio si utilizzano tre dadi da 6 facce. Sono previste caratteristiche per gestire le competenze tecniche di un investigatore, come la casistica criminale, la balistica, la tossicologia, ecc. Nella seconda edizione sono presenti tre casi:

  • L’avventura del piede del diavolo tratto da un racconto di Arthur Conan Doyle
  • Buon compleanno Merit
  • Lo scettro di Marduk.

Anche se non sono state pubblicate espansioni dalla casa editrice, il narratore di Holmes & Co. può trovare interessanti e abbondanti spunti per ideare storie nuove, dalla immensa letteratura gialla esistente. E lo spunto iniziale di Holmes & Co. è tipicamente letterario. Nasce cioè dall’amore che gli autori hanno per questo genere e si pone come un mezzo, un modo per vivere atmosfere e sfide che li avevano appassionati come lettori.

 

Holmes & Co.

Holmes & Co.

Holmes & Co. è un gioco di ruolo investigativo ideato da Antonello Lotronto e Mario Corte. Si tratta del primo di gioco di ruolo non fantasy di pura investigazione apparso in Italia. I giocatori vestono i panni di investigatori che non devono necessariamente “menare le mani” per risolvere il “caso”.

La prima edizione, stampata nel 1986 in poche centinaia di copie dalla Universal Editrice, di Roma, contiene solo le regole per il giallo classico, di pura indagine.

É solo nella più lussuosa edizione della E.L. di Trieste 1989 (cartonata e illustrata con disegni di Vittorio Giardino) che viene aggiunta una sezione dedicata al giallo d’azione con regole aggiuntive sulle scazzottate, sugli inseguimenti in auto e sulle sparatorie. Ma la grande novità del gioco resta quella di essere stato il precursore dei giochi di narrazione, dedicato ad un pubblico più maturo e riflessivo.


I giocatori interpretano il ruolo di investigatori di una medesima agenzia investigativa. Per la generazione del personaggio si utilizzano tre dadi da 6 facce. Sono previste caratteristiche per gestire le competenze tecniche di un investigatore, come la casistica criminale, la balistica, la tossicologia, ecc. Nella seconda edizione sono presenti tre casi:

  • L’avventura del piede del diavolo tratto da un racconto di Arthur Conan Doyle
  • Buon compleanno Merit
  • Lo scettro di Marduk.

Anche se non sono state pubblicate espansioni dalla casa editrice, il narratore di Holmes & Co. può trovare interessanti e abbondanti spunti per ideare storie nuove, dalla immensa letteratura gialla esistente. E lo spunto iniziale di Holmes & Co. è tipicamente letterario. Nasce cioè dall’amore che gli autori hanno per questo genere e si pone come un mezzo, un modo per vivere atmosfere e sfide che li avevano appassionati come lettori.