Chi ha ucciso Michael Myers?

Chi ha ucciso Michael Myers?

Chi ha ucciso Michael Myers“, di Gianandrea Parisi, ha vinto il Premio Remo Chiosso 2017 (ex equo con “Fuori dal Coro” di Enrico Procacci)  è il 52° caso del Taccuino.

Un invito, un semplice invito per un murder party nella notte di Halloween alla casa stregata di Lampkin Lane. Ne avevo sentito parlare ma pensavo fosse una delle nuove mode che balzavano ogni tanto agli onori delle cronache dei giornali, macabri passatempi per gente annoiata, sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Il biglietto diceva: “La invitiamo a trascorrere ore di puro orrore, nel tentativo di scoprire chi ha causato la morte del più feroce serial killer di tutti i tempi: Michael Myers. Avrà il coraggio di affrontare questa prova?”. Certo che si! Diamine! Da amante dell’ horror, non mi sarei mai lasciato scappare un invito del genere!

Ma se avessi avuto, anche il minimo sospetto di quel che sarebbe successo, avrei girato alla larga da Lampkin Lane, questo è sicuro!

Un murder party per 11 giocatori (6 uomini e 5 donne).

Gli utenti registrati possono scaricarlo su questa pagina.

Il mistero del manager scomparso

Il mistero del manager scomparso

Sabato 24 marzo saremo di nuovo in scena con il giallo interattivo di Remo Chiosso “Il mistero del manager scomparso”.

Trama: La segretaria di un noto manager di successo assolda un investigatore privato per ritrovare il suo capo. Ma perché non rivolgersi alla polizia? Ambientato a Kolville, una cittadina americana, in una classica ambientazione “hard boiled”, è un giallo teatrale scritto da uno dei più importanti autori di murder party italiani.

Con Marco Bullitta, Cristiano Cecchetti, Angelo Curci, Sara Felci, Carmela Ricci e Michela Totino.

Regia di Silvana Rossomando e Antonello Lotronto.

Audio e Luci: Gemma Nucci

Locandina: Gisella Fabbrini

Prenota i biglietti ridotti a 11 euro (invece di 15) su questa pagina

Il detective sei tu!

Con la formula, “Il detective sei tu!”, Murderparty vi da la possibilità di vestire davvero i panni dell’investigatore incaricato delle indagini. Senza filtri di alcun genere, sarete chiamati a condurre le indagini, esaminare gli indizi, interrogare direttamente i sospetti e quindi indicare, alla fine della rappresentazione chi, come e perché ha commesso il delitto. Naturalmente dopo tanto impegno (e divertimento!) non ve ne andrete con le mani in mano. Ed infatti, chi si avvicinerà di più alla soluzione del “caso”, riceverà un simpatico ricordo della serata.

Tutti i titoli della serie sono accomunati da un taglio divertente e brillante, pur presentando delle rigorose trame “gialle” sulla scia dei classici di Agatha Christie e Conan Doyle.

 

Il mistero va in scena

Il mistero va in scena

Vi aspettiamo sabato 17 febbraio al Teatro Aurelio di Roma dove rappresenteremo uno dei nostri classici: “Il mistero va in scena”.

Dopo aver sostenuto il provino per una parte nel musical dell’anno, Linda, una giovane attrice, viene invitata a casa di Paolo, il regista. Qui fatica a contenere gli “assalti” dell’uomo che, in uno slancio impetuoso, le strappa il vestito. Paolo si allontana per comprarle una camicetta nuova e quando torna la trova svenuta sul pavimento. Quando rinviene, Linda sostiene di aver visto il cadavere di una donna in un armadio. Paolo, scettico, va a controllare e, infatti, non trova nulla. Linda è stata vittima di una allucinazione oppure è tutto vero?

In un periodo storico dove tanto si parla di “femminicidi”, “Il mistero va in scena” diventa  quanto mai attuale.

Un giallo teatrale interattivo di Antonello Lotronto

Con Cristiano CecchettiAngelo Curci,  Sara Felci, Carmela Ricci e Michela Totino

Regia di Antonello Lotronto e Silvana Rossomando; suoni e luci: Gemma Nucci

Per prenotare i biglietti ridotti vai a questa pagina.

 

 

“Lobby Town” il gioco di carte che apre il nuovo corso del Premio Remo Chiosso

“Lobby Town” il gioco di carte che apre il nuovo corso del Premio Remo Chiosso

Il nuovo corso del Premio Remo Chiosso

Il Premio Remo Chiosso, istituito da Murderparty per onorare uno dei suoi fondatori, e le cui finali si tengono annualmente in occasione di Lucca Comics & Games, dal quest’anno cambierà oggetto.
Remo Chiosso era un infatti un appassionato di giochi a 360 gradi: amava i giochi di scacchiera (gli scacchi, il go), il poker, i giochi di prestigio, i giochi di carte, i giochi di dadi come Perudo, e, negli ultimi tempi, sopratutto “lupi mannari”/lupus in tabula (molti lo avranno conosciuto proprio nella veste di “master” di quest’ultimo gioco).
Tirando le somme, era interessato in particolare ai giochi che:

  • esaltano le capacità logico-deduttive e di bluff dei giocatori
  • consentono un alto numero di giocatori
  • hanno un alto tasso di interazione verbale
  • hanno un regolamento semplice
  • hanno materiali essenziali (si può a volte addirittura giocare con materiali riciclati)

Una categoria piuttosto eterogenea ma che ci piace definire come “giochi di conversazione” perché pongono l’accento sulla interazione verbale tra i giocatori.

Partendo da questa premessa, Murderparty ha deciso che dal prossimo anno il Premio Remo Chiosso andrà non più al “miglior murder party” ma al “miglior gioco di conversazione”.
A tale scopo pubblicherà una collana dal titolo “Fermento ludico“, il cui primo titolo sarà Lobby Town, un gioco semplice nei meccanismi ma profondo nella interazione e che risponde in gran parte alle caratteristiche descritte. La collana verrà poi alimentata dai vincitori delle prossime edizioni (a partire da quella del 2018) del Premio Remo Chiosso.

Che cos’è

Lobby Town è una riedizione (con una nuova ambientazione) del popolare gioco di carte “Coup” (o “Complots”, nell’edizione francese) di Rikki Tahta, edito da La Mame Games.

  • Riedizione e ambientazione: Antonello Lotronto
  • Direzione artistica: Pierpaolo Paoletti
  • Illustrazioni: Paolo Voto

I motivi della riedizione

“Coup”, il gioco originale, rievoca i “colpi di stato” settecenteschi. I personaggi cercano di rovesciare il potere controllando dei personaggi quali “La Contessa”, “Il Duca”, “L’Ambasciatore”.

Lobby Town ha invece una ambientazione attuale. I personaggi sono ora “Il Politico”, “Il Banchiere”, “Il Burocrate”, ecc. Nel nuovo contesto il gioco è diventato una fotografia fedele di quello che accade purtroppo in gran parte del mondo e soprattutto in Italia. Nel nostro Paese il controllo politico delle lobby è sempre più soffocante e ha avuto la sua massima e drammatica espressione proprio a Roma con “mafia capitale”.

“Coup” è diventato così una metafora della situazione politica mondiale e italiana in particolare: invece di perseguire l’interesse pubblico, il potere legislativo, persegue quello delle tante lobby che riescono a condizionare la società civile grazie al “controllo” di personaggi chiave nel mondo politico, economico, burocratico e religioso.

Come ordinare il gioco di carte

I preordini di Lobby Town inizieranno dal 1 febbraio 2018 e saranno raccolti tramite la piattaforma “Giochistarter” Il gioco sarà poi pubblicato entro maggio 2018 e chi ha effettuato il preordine potrà riceverlo ad un prezzo molto più conveniente rispetto a quello normale. L’apertura dei preordini sarà annunciata su questo sito.

 

Buone feste con “Fuori dal coro”!

Buone feste con “Fuori dal coro”!

Fuori dal coro“, di Enrico Procacci, il titolo vincitore del Premio Remo Chiosso 2017 (ex equo con “Chi ha ucciso Michael Myers” di Gianandrea Parisi che verrà pubblicato prossimamente)  è il 51° caso del Taccuino.

Il tema di “Fuori dal coro” è il futuro distorto di una società distopica, del genere di 1984 di Orwell. Tutti devono lavorare affinché il “Coro” sia armonico e nessuna voce dissonante è ammessa. “Viviamo sulla Miniera. Da essa estraiamo le nostre risorse, la nostra energia. Da qui deriva la nostra vita: dalla Miniera, l’immensa Miniera che abitiamo. Sopravvivere non è facile, per questo, è stata necessaria la creazione di una società nuova, coesa, inscalfibile. Ogni Voce di questa società deve partecipare allo stesso Coro; altezza, intensità, timbro, tutto deve aderire strettamente allo Spartito. Non si tratta altro che di una necessità, non c’è spazio per i solisti. L’egoismo di una persona significa la morte di altre. Per questo, il Coro deve essere mantenuto pulito, perfetto, eufonico.”

Ma questo equilibrio perfetto si è spezzato. Nella miniera si è sviluppato un grave incendio e il direttore dello stabilimento è morto: vittima casuale di un evento altrettanto casuale o vittima predestinata di un incendio doloso?

Agli investigatori il compito di scoprirlo!

Puoi scaricare il nuovo “caso” su questa pagina (devi essere un utente registrato per poterlo fare)

 

 

Colpo di scena al Premio Remo Chiosso 2017!

Colpo di scena al Premio Remo Chiosso 2017!

Non era mai successo. Il Premio Remo Chiosso 2017 va non a uno ma a entrambi i titoli finalisti: “Chi ha ucciso Michael Myers?” di Gianandrea Parisi e “Fuori dal coro” di Enrico Procacci. Un ex equo che non si era mai visto nella consueta cornice della affollatissima Lucca Comics & Games.

In effetti, già la giuria degli esperti, composta da Lorenzo Trenti, Massimiliano Enrico, Nicola De Simone, Cristiano Cecchetti e Antonello Lotronto, si era espressa con valutazioni molto vicine, separando i due titoli da pochissimi decimi di punto, con una leggerissima prevalenza per “Fuori dal coro”.

Ma, come saprete, il Premio Remo Chiosso va al titolo che riceve la migliore media tra le valutazioni dei giurati dei giocatori che lo provano materialmente a Villa Gioiosa, la tradizionale sede delle finali del Premio a Lucca. E, calcolando voto dei giurati e voto dei giocatori, la media risultante è una perfetta parità tra i due titoli: 7,5. A questo punto la giuria ha deciso per un ex equo e di assegnare il Premio Remo Chiosso 2017 ad entrambi i titoli.

Obiettivamente è stata la soluzione più giusta. I titoli di quest’anno avevano entrambi un eccezionale interesse e sarebbe stato un peccato vedere prevalere uno ai danni dell’altro.

“Fuori dal coro” aveva per tema un futuro ambientato in una società distopica, del genere di 1984 di Orwell. In questa società tutti devono lavorare affinché il “Coro” sia armonico. Nessuna voce dissonante è ammessa.

“Chi ha ucciso Micheal Myers”, invece, è un omaggio a un tema caro al suo autore: quello del cinema horror. In questa ottica l’operazione è perfettamente riuscita e basti dire che il murder si svolge attorno a quello che dovrebbe essere il “cadavere” di un serial killer!

Desideriamo ringraziare, infine, e vivamente, l’organizzazione di Lucca Comics & Games per l’ospitalità e il supporto che ogni anno ci rinnovano.