Apr 16, 2018 | News, Premio Remo Chiosso
Grazie alla collaborazione con Quality Games, Il Premio Remo Chiosso, istituito nel 2010 per onorare uno dei fondatori del nostro sito, quest’anno subirà un radicale cambiamento. Dopo otto edizioni del Premio dedicato ai murder party, cambieremo oggetto e lo dedicheremo non più ai murder party ma ad un altro tipo di giochi che definiremo “di conversazione e di bluff”.
Se i murder party erano la sua grande passione, Remo amava molto anche altri giochi, come i classici di scacchiera (scacchi, go, reversi… ), di carte (spaziava dal poker a Bang), di prestigio, di dadi (Perudo, Yahtzee), di parole… Negli ultimi anni, inoltre, si era appassionato particolarmente a una certa categoria di giochi, quelli che vedono in “lupi mannari”/”lupus in tabula” la loro espressione più tipica. Era diventato infatti un bravissimo master di “lupus” e organizzava spesso lunghe sessioni con un gran numero di giocatori, tanto che molti lo avranno sicuramente conosciuto proprio in questa veste. Dire in cosa si differenzino questi giochi da un complesso boardgame, un gioco di ruolo o di scacchiera, non è semplicissimo ma possiamo provare ad elencare alcuni tratti caratterizzanti :
- incoraggiano l’interazione verbale
- esaltano le capacità logico-deduttive
- invitano al bluff
- sono generalmente concepiti per molti giocatori
- esaltano fantasia e pensiero laterale
- hanno regole semplici
- durano relativamente poco
- non devono necessariamente avere un tabellone o plancia di gioco e se esiste ha una funzione non essenziale (per esempio di semplice segnapunti).
- privilegiano le meccaniche più che la bellezza della componentistica
Come definire questi giochi che comunque si presentano, anche al loro interno, in modo piuttosto eterogeneo? In molti casi è più presente l’elemento del bluff, in altri quello dell’interazione verbale. Per semplicità, e per non far torto a nessuno, li definiremo come “giochi di conversazione e di bluff”. Per appartenere a questa categoria non si devono necessariamente soddisfare tutte le caratteristiche sopra menzionate, ma almeno una parte. Per fare degli esempi, sono per noi giochi di “conversazione e di bluff”, oltre ai tipici “lupus in tabula”, “Avalon/The Resistance”, anche “Dixit”, “Nome in codice”, “Coup”, “Plagio”, “il gioco del vocabolario”, il gioco di dadi “Story cubes”, “Spyfall”, “Insider”, “A fake artist goes to New York”, ecc. ecc.
Partendo da queste premesse, abbiamo deciso che, da quest’ anno 2018, il Premio Remo Chiosso andrà non più al “miglior murder party” ma al “miglior gioco di conversazione e/o di bluff“. Per conoscere tutti i requisiti necessari alla partecipazione, leggi il Bando del Nuovo Premio Chiosso 2018.
Mar 15, 2018 | News, Premio Remo Chiosso
“Chi ha ucciso Michael Myers“, di Gianandrea Parisi, ha vinto il Premio Remo Chiosso 2017 (ex equo con “Fuori dal Coro” di Enrico Procacci) è il 52° caso del Taccuino.
Un invito, un semplice invito per un murder party nella notte di Halloween alla casa stregata di Lampkin Lane. Ne avevo sentito parlare ma pensavo fosse una delle nuove mode che balzavano ogni tanto agli onori delle cronache dei giornali, macabri passatempi per gente annoiata, sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Il biglietto diceva: “La invitiamo a trascorrere ore di puro orrore, nel tentativo di scoprire chi ha causato la morte del più feroce serial killer di tutti i tempi: Michael Myers. Avrà il coraggio di affrontare questa prova?”. Certo che si! Diamine! Da amante dell’ horror, non mi sarei mai lasciato scappare un invito del genere!
Ma se avessi avuto, anche il minimo sospetto di quel che sarebbe successo, avrei girato alla larga da Lampkin Lane, questo è sicuro!
Un murder party per 11 giocatori (6 uomini e 5 donne).
Gli utenti registrati possono scaricarlo su questa pagina.
Mar 12, 2018 | News, Spettacoli
Sabato 24 marzo saremo di nuovo in scena con il giallo interattivo di Remo Chiosso “Il mistero del manager scomparso”.
Trama: La segretaria di un noto manager di successo assolda un investigatore privato per ritrovare il suo capo. Ma perché non rivolgersi alla polizia? Ambientato a Kolville, una cittadina americana, in una classica ambientazione “hard boiled”, è un giallo teatrale scritto da uno dei più importanti autori di murder party italiani.
Con Marco Bullitta, Cristiano Cecchetti, Angelo Curci, Sara Felci, Carmela Ricci e Michela Totino.
Regia di Silvana Rossomando e Antonello Lotronto.
Audio e Luci: Gemma Nucci
Locandina: Gisella Fabbrini
Prenota i biglietti ridotti a 11 euro (invece di 15) su questa pagina
Il detective sei tu!
Con la formula, “Il detective sei tu!”, Murderparty vi da la possibilità di vestire davvero i panni dell’investigatore incaricato delle indagini. Senza filtri di alcun genere, sarete chiamati a condurre le indagini, esaminare gli indizi, interrogare direttamente i sospetti e quindi indicare, alla fine della rappresentazione chi, come e perché ha commesso il delitto. Naturalmente dopo tanto impegno (e divertimento!) non ve ne andrete con le mani in mano. Ed infatti, chi si avvicinerà di più alla soluzione del “caso”, riceverà un simpatico ricordo della serata.
Tutti i titoli della serie sono accomunati da un taglio divertente e brillante, pur presentando delle rigorose trame “gialle” sulla scia dei classici di Agatha Christie e Conan Doyle.
Feb 12, 2018 | News
Vi aspettiamo sabato 17 febbraio al Teatro Aurelio di Roma dove rappresenteremo uno dei nostri classici: “Il mistero va in scena”.
Dopo aver sostenuto il provino per una parte nel musical dell’anno, Linda, una giovane attrice, viene invitata a casa di Paolo, il regista. Qui fatica a contenere gli “assalti” dell’uomo che, in uno slancio impetuoso, le strappa il vestito. Paolo si allontana per comprarle una camicetta nuova e quando torna la trova svenuta sul pavimento. Quando rinviene, Linda sostiene di aver visto il cadavere di una donna in un armadio. Paolo, scettico, va a controllare e, infatti, non trova nulla. Linda è stata vittima di una allucinazione oppure è tutto vero?
In un periodo storico dove tanto si parla di “femminicidi”, “Il mistero va in scena” diventa quanto mai attuale.
Un giallo teatrale interattivo di Antonello Lotronto
Con Cristiano Cecchetti, Angelo Curci, Sara Felci, Carmela Ricci e Michela Totino
Regia di Antonello Lotronto e Silvana Rossomando; suoni e luci: Gemma Nucci
Per prenotare i biglietti ridotti vai a questa pagina.
Gen 11, 2018 | News, Premio Remo Chiosso
Il nuovo corso del Premio Remo Chiosso
Il Premio Remo Chiosso, istituito da Murderparty per onorare uno dei suoi fondatori, e le cui finali si tengono annualmente in occasione di Lucca Comics & Games, dal quest’anno cambierà oggetto.
Remo Chiosso era un infatti un appassionato di giochi a 360 gradi: amava i giochi di scacchiera (gli scacchi, il go), il poker, i giochi di prestigio, i giochi di carte, i giochi di dadi come Perudo, e, negli ultimi tempi, sopratutto “lupi mannari”/lupus in tabula (molti lo avranno conosciuto proprio nella veste di “master” di quest’ultimo gioco).
Tirando le somme, era interessato in particolare ai giochi che:
- esaltano le capacità logico-deduttive e di bluff dei giocatori
- consentono un alto numero di giocatori
- hanno un alto tasso di interazione verbale
- hanno un regolamento semplice
- hanno materiali essenziali (si può a volte addirittura giocare con materiali riciclati)
Una categoria piuttosto eterogenea ma che ci piace definire come “giochi di conversazione” perché pongono l’accento sulla interazione verbale tra i giocatori.
Partendo da questa premessa, Murderparty ha deciso che dal prossimo anno il Premio Remo Chiosso andrà non più al “miglior murder party” ma al “miglior gioco di conversazione”.
A tale scopo pubblicherà una collana dal titolo “Fermento ludico“, il cui primo titolo sarà Lobby Town, un gioco semplice nei meccanismi ma profondo nella interazione e che risponde in gran parte alle caratteristiche descritte. La collana verrà poi alimentata dai vincitori delle prossime edizioni (a partire da quella del 2018) del Premio Remo Chiosso.
Che cos’è
Lobby Town è una riedizione (con una nuova ambientazione) del popolare gioco di carte “Coup” (o “Complots”, nell’edizione francese) di Rikki Tahta, edito da La Mame Games.
- Riedizione e ambientazione: Antonello Lotronto
- Direzione artistica: Pierpaolo Paoletti
- Illustrazioni: Paolo Voto
I motivi della riedizione
“Coup”, il gioco originale, rievoca i “colpi di stato” settecenteschi. I personaggi cercano di rovesciare il potere controllando dei personaggi quali “La Contessa”, “Il Duca”, “L’Ambasciatore”.
Lobby Town ha invece una ambientazione attuale. I personaggi sono ora “Il Politico”, “Il Banchiere”, “Il Burocrate”, ecc. Nel nuovo contesto il gioco è diventato una fotografia fedele di quello che accade purtroppo in gran parte del mondo e soprattutto in Italia. Nel nostro Paese il controllo politico delle lobby è sempre più soffocante e ha avuto la sua massima e drammatica espressione proprio a Roma con “mafia capitale”.
“Coup” è diventato così una metafora della situazione politica mondiale e italiana in particolare: invece di perseguire l’interesse pubblico, il potere legislativo, persegue quello delle tante lobby che riescono a condizionare la società civile grazie al “controllo” di personaggi chiave nel mondo politico, economico, burocratico e religioso.
Come ordinare il gioco di carte
I preordini di Lobby Town inizieranno dal 1 febbraio 2018 e saranno raccolti tramite la piattaforma “Giochistarter” Il gioco sarà poi pubblicato entro maggio 2018 e chi ha effettuato il preordine potrà riceverlo ad un prezzo molto più conveniente rispetto a quello normale. L’apertura dei preordini sarà annunciata su questo sito.